Otto milioni del PNRR in bilico e timori per il riconoscimento UNESCO del percorso Arabo‑Normanno
La realizzazione dei 28 km di nuove ciclovie finanziate con circa 8 milioni di euro del PNRR rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso amministrativo palermitano: ritardi, varianti improvvisate, cantieri bloccati e scelte che, secondo la Consulta della Bicicletta, mettono a rischio sia il finanziamento sia la credibilità della mobilità sostenibile in città.
Il nodo del Secondo Lotto: lavori fermi e scelte “in contrasto con gli stakeholder”
La Consulta denuncia che il Secondo Lotto, già appaltato e condiviso con stakeholder e Circoscrizioni, è stato realizzato solo in porzioni periferiche e scollegate dalla rete ciclabile esistente. Una scelta che contraddice apertamente le indicazioni fornite dagli organi consultivi.
Dai mass media emergerebbe che tali decisioni derivano dalla volontà dell’Amministrazione di assecondare interessi privati, anteponendoli al pubblico interesse. Una disponibilità così totale da far pensare che, quando c’è da scegliere tra tutela collettiva e compiacere qualcuno, il Comune sappia sempre in che posizione mettersi.
Varianti che snaturano la rete ciclabile prevista dal PUMS
Le varianti introdotte starebbero snaturando la logica di rete prevista dal PUMS e dal Piano della Mobilità Dolce. Due le rinunce più gravi:
- la ciclabile su Corso Calatafimi, asse strategico per collegamenti e qualità urbana
- il tratto su viale Regione Siciliana, fondamentale per continuità e sicurezza
Modifiche che, secondo la Consulta, disattendono gli impegni assunti per ottenere il riconoscimento UNESCO del percorso Arabo‑Normanno.
Il rischio più grande: perdere gli 8 milioni del PNRR
La scadenza del finanziamento è fissata al 30 giugno. Se il Comune non dovesse rispettare i tempi, la perdita dei fondi comporterebbe un danno erariale: chi pagherà i lavori già eseguiti? La Consulta teme il ricorso a debiti fuori bilancio, con ricadute dirette sulle casse comunali.
Una narrazione pericolosa: “le ciclabili causano traffico”
Il comunicato denuncia anche un effetto collaterale culturale: l’atteggiamento dell’Amministrazione rischierebbe di alimentare l’avversione verso le piste ciclabili, già spesso additate – impropriamente – come causa dei problemi del traffico cittadino.
La Consulta ricorda che:
- il commercio non vive solo grazie all’auto privata
- la mobilità pedonale e ciclabile porta benefici economici, come dimostrano esperienze locali e internazionali
- ignorare la mobilità sostenibile significa non affrontare il tema degli inquinanti e cancerogeni, tra i peggiori in Italia
La richiesta finale: completare i lavori come da progetto esecutivo
La Consulta ribadisce una posizione netta: proseguire i lavori secondo il progetto esecutivo, senza eliminare le ciclovie previste su Corso Calatafimi e viale Regione Siciliana, cogliendo l’occasione per riqualificare la viabilità
